Per stare allegri linko, per chi non l'avesse letto, questo editoriale di Giannini, puntuale e pragmatico come suo solito:
http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/politica/elezioni-sardegna/commento-giannini/commento-giannini.html
martedì 17 febbraio 2009
lunedì 9 febbraio 2009
domenica 8 febbraio 2009
Attacco allo Stato di Concita De Gregorio
Eluana non c'entra. Questo pregio almeno ha avuto la terribile giornata di ieri. Sgombrare il campo da un residuo per quanto improbabile dubbio: che fosse un'umana convinzione o una fede a guidare l'azione del presidente del Consiglio. Non è così. È convenienza. È una spaventosa battaglia di potere che viene giocata sulla carne di una donna in coma. Eluana è un pretesto. È doloroso, quasi impossibile dirlo. Eppure è così. Eluana non c'entra.
Silvio Berlusconi ha sferrato ieri un definitivo assalto al Quirinale, ha aggredito la più alta delle istituzioni repubblicane, ha minacciato di cambiare la Costituzione se essa sarà di ostacolo alla sua volontà, ne ha additato il custode, Giorgio Napolitano, come si fa col responsabile di un delitto. E ha commesso la più ignobile delle mistificazioni: usare la sofferenza di una persona e di una famiglia come leva emotiva e demagogica
Non è l'ansia di popolarità che sempre lo guida attraverso il suo strumento-feticcio, i sondaggi, questa volta a muoverlo. I sondaggi dicono: pace per Eluana, rispetto. La maggior parte degli italiani è con Beppino Englaro e condivide la sua pena. La partita è un'altra, molto più grande e decisiva: il potere che lo aspetta, le regole del gioco da scrivere o da riscrivere, la posta in palio il Quirinale. Con qualunque mezzo. Pazienza se la tremenda partita a scacchi di queste ore, una vera corsa contro il tempo, si traduce in un supplizio, in una tortura fisica su un
corpo inerme: la fine dell'alimentazione forzata è stata avviata, l'organismo esanime si sta abituando, domani con una legge potrebbe riprendere, poi magari diminuire di nuovo e poi aumentare ancora. Una manopola che cambia le dosi seguendo i singulti della politica. Orribile. Ha detto, ieri: Eluana potrebbe avere figli. Come, da chi? Ha detto: un'indagine veloce che abbiamo commissionato a un istituto di
ricerca - un sondaggio, sì - ci dice che gli italiani pensano che suo padre dopo 17 anni possa essere stanco. Un fior di sondaggio. E dunque? Dunque il padre si faccia da parte, saranno le suore ad occuparsi di sua figlia. Parole irricevibili, inascoltabili. Ma la partita è altrove, appunto. Questi sono dettagli, è l'occasione che si è presentata per la prova di forza. Lo scontro è definitivo e ci riguarda tutti, ci mette tutti in pericolo di vita: vita democratica. Il capo dello Stato si erge con coraggio, con la forza semplice del richiamo alle leggi, come baluardo di un sistema di convivenza fondato sulle regole di tutti e non sulla parola di uno solo. Viviamo un tempo oscuro di violenza sorda. Siamo tutti con Napolitano. I nomi qui accanto sono i primi di una lunghissima serie di persone che hanno cercato questo giornale, ieri, per dirlo. Siamo con lei. Avanti, presidente.
Silvio Berlusconi ha sferrato ieri un definitivo assalto al Quirinale, ha aggredito la più alta delle istituzioni repubblicane, ha minacciato di cambiare la Costituzione se essa sarà di ostacolo alla sua volontà, ne ha additato il custode, Giorgio Napolitano, come si fa col responsabile di un delitto. E ha commesso la più ignobile delle mistificazioni: usare la sofferenza di una persona e di una famiglia come leva emotiva e demagogica
Non è l'ansia di popolarità che sempre lo guida attraverso il suo strumento-feticcio, i sondaggi, questa volta a muoverlo. I sondaggi dicono: pace per Eluana, rispetto. La maggior parte degli italiani è con Beppino Englaro e condivide la sua pena. La partita è un'altra, molto più grande e decisiva: il potere che lo aspetta, le regole del gioco da scrivere o da riscrivere, la posta in palio il Quirinale. Con qualunque mezzo. Pazienza se la tremenda partita a scacchi di queste ore, una vera corsa contro il tempo, si traduce in un supplizio, in una tortura fisica su un
corpo inerme: la fine dell'alimentazione forzata è stata avviata, l'organismo esanime si sta abituando, domani con una legge potrebbe riprendere, poi magari diminuire di nuovo e poi aumentare ancora. Una manopola che cambia le dosi seguendo i singulti della politica. Orribile. Ha detto, ieri: Eluana potrebbe avere figli. Come, da chi? Ha detto: un'indagine veloce che abbiamo commissionato a un istituto di
ricerca - un sondaggio, sì - ci dice che gli italiani pensano che suo padre dopo 17 anni possa essere stanco. Un fior di sondaggio. E dunque? Dunque il padre si faccia da parte, saranno le suore ad occuparsi di sua figlia. Parole irricevibili, inascoltabili. Ma la partita è altrove, appunto. Questi sono dettagli, è l'occasione che si è presentata per la prova di forza. Lo scontro è definitivo e ci riguarda tutti, ci mette tutti in pericolo di vita: vita democratica. Il capo dello Stato si erge con coraggio, con la forza semplice del richiamo alle leggi, come baluardo di un sistema di convivenza fondato sulle regole di tutti e non sulla parola di uno solo. Viviamo un tempo oscuro di violenza sorda. Siamo tutti con Napolitano. I nomi qui accanto sono i primi di una lunghissima serie di persone che hanno cercato questo giornale, ieri, per dirlo. Siamo con lei. Avanti, presidente.
da L'Unità del 7/2/2009
venerdì 6 febbraio 2009
Oltre ogni limite
Copio e incollo dal sito www.partitodemocratico.it
6 febbraio 2009 PRIMO PIANO - Copertina
Varando il decreto su Eluana il governo ha superato ogni limite. È una sfida lanciata al Parlamento, alla magistratura, alla Corte di Cassazione, alla Presidenza della Repubblica, all'opinione pubblica. Un atteggiamento irresponsabile.
Eppure vogliono andare avanti.
“Credo che il presidente del Consiglio voglia deliberatamente creare un incidente istituzionale – ha dichiarato il segretario del Partito Democratico, Walter Veltroni, parlando a margine di una iniziativa a Deruta, commenta il via libera del Consiglio dei Ministri al decreto sulla vicenda di Eluana Englaro. “Credo che in questa vicenda il merito c’entri poco ma che si tratti di un’intenzione politica. Nonostante il Capo dello Stato abbia più volte fatto sapere di essere contrario all’intervento, il premier ha voluto approvare lo stesso il decreto, facendo poi proclami irresponsabili e molto gravi. Esprimo a Napolitano tutta la mia solidarietà. Per fortuna c’è chi, come il Capo dello Stato, garantisce il rispetto della Costituzione e delle istituzioni, mentre c’è chi vuole farle saltare”. Insomma quello di Berlusconi è “un comportamento totalmente irresponsabile. Non si vedeva una cosa del genere dai tempi del dopoguerra e io ho il dovere di dirlo perché è grave ed è tanto più irresponsabile, visto il momento di crisi che il Paese vive. Invece si vuole creare un conflitto istituzionale, io ritengo per un interesse politico. Ciò deve essere respinto da tutte le forze democratiche e anche da quelle della maggioranza. Oggi è un momento molto grave che non ha precedenti nella storia recente”.
“Si ostacola l’attuazione di una sentenza che è passata al vaglio di diversi livelli di competenza - sottolinea il ministro ombra per le apri opportunità Vittoria Franco - si creano conflitti istituzionali, si sfida il mondo pur di non rispettare la volontà di una persona e di una famiglia”.
Eppure vogliono andare avanti . A Udine, dove in mattinata sono stati sospesi i trattamenti, stanno arrivando gli ispettori inviati da Sacconi “perché mancano delle risposte ad alcuni interrogativi che servono a comprendere i confini formali”.
Al Quirinale Napolitano rifiuta di firmare il testo (le vicende dei giorni scorsi e i commenti del PdNetwork nell'articolo Contro tutti, approvato decreto per Eluana : “Non supera le obiezioni di incostituzionalità”. Ma la destra fa finta di niente con un Consiglio dei Ministri che vota all’unanimità. Poi Silvio Berlusconi maramaldeggia: “Se il presidente della Repubblica non dovesse firmare il decreto, ha detto Berlusconi, il Parlamento dovrà riunirsi ad horas e approvare in 2-3 giorni la legge che è già in itinerario legislativo. Altrimenti Eluana sarebbe vittima di una legge che non c’è”.
Parole profetiche perché “il Presidente ritiene di non poter procedere alla emanazione del decreto” come si legge nella nota diramata dal Quirinale subito dopo l’annuncio del premier.
Il capo dello Stato in una lettera, aveva citato una serie di precedenti di decreti legge respinti da suoi predecessori perchè in contrasto con sentenze passate in giudicato.
Napolitano ha ricevuto l'appoggio di Gianfranco Fini: “Desta forte preoccupazione - ha dichiarato il presidente della Camera - che il Consiglio dei ministri non abbia accolto l'invito del capo dello Stato, ampiamente motivato sotto il profilo costituzionale e giuridico, ad evitare un contrasto formale in materia di decretazione d'urgenza”.
Mentre a prendere le distanze dal governo si è apprestato anche il professor Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale: “Hanno strumentalizzato le mie parole, disconosco nella maniera più assoluta qualunque mia partecipazione alla stesura del testo di un decreto legge che non ritengo nemmeno di commentare”.
E in italia lo sconcerto è unanime, tra sit-in di piazza e proteste sul web.
6 febbraio 2009 PRIMO PIANO - Copertina
Oltre ogni limite
Eppure vogliono andare avanti.
“Credo che il presidente del Consiglio voglia deliberatamente creare un incidente istituzionale – ha dichiarato il segretario del Partito Democratico, Walter Veltroni, parlando a margine di una iniziativa a Deruta, commenta il via libera del Consiglio dei Ministri al decreto sulla vicenda di Eluana Englaro. “Credo che in questa vicenda il merito c’entri poco ma che si tratti di un’intenzione politica. Nonostante il Capo dello Stato abbia più volte fatto sapere di essere contrario all’intervento, il premier ha voluto approvare lo stesso il decreto, facendo poi proclami irresponsabili e molto gravi. Esprimo a Napolitano tutta la mia solidarietà. Per fortuna c’è chi, come il Capo dello Stato, garantisce il rispetto della Costituzione e delle istituzioni, mentre c’è chi vuole farle saltare”. Insomma quello di Berlusconi è “un comportamento totalmente irresponsabile. Non si vedeva una cosa del genere dai tempi del dopoguerra e io ho il dovere di dirlo perché è grave ed è tanto più irresponsabile, visto il momento di crisi che il Paese vive. Invece si vuole creare un conflitto istituzionale, io ritengo per un interesse politico. Ciò deve essere respinto da tutte le forze democratiche e anche da quelle della maggioranza. Oggi è un momento molto grave che non ha precedenti nella storia recente”.
“Si ostacola l’attuazione di una sentenza che è passata al vaglio di diversi livelli di competenza - sottolinea il ministro ombra per le apri opportunità Vittoria Franco - si creano conflitti istituzionali, si sfida il mondo pur di non rispettare la volontà di una persona e di una famiglia”.
Eppure vogliono andare avanti . A Udine, dove in mattinata sono stati sospesi i trattamenti, stanno arrivando gli ispettori inviati da Sacconi “perché mancano delle risposte ad alcuni interrogativi che servono a comprendere i confini formali”.
Al Quirinale Napolitano rifiuta di firmare il testo (le vicende dei giorni scorsi e i commenti del PdNetwork nell'articolo Contro tutti, approvato decreto per Eluana : “Non supera le obiezioni di incostituzionalità”. Ma la destra fa finta di niente con un Consiglio dei Ministri che vota all’unanimità. Poi Silvio Berlusconi maramaldeggia: “Se il presidente della Repubblica non dovesse firmare il decreto, ha detto Berlusconi, il Parlamento dovrà riunirsi ad horas e approvare in 2-3 giorni la legge che è già in itinerario legislativo. Altrimenti Eluana sarebbe vittima di una legge che non c’è”.
Parole profetiche perché “il Presidente ritiene di non poter procedere alla emanazione del decreto” come si legge nella nota diramata dal Quirinale subito dopo l’annuncio del premier.
Il capo dello Stato in una lettera, aveva citato una serie di precedenti di decreti legge respinti da suoi predecessori perchè in contrasto con sentenze passate in giudicato.
Napolitano ha ricevuto l'appoggio di Gianfranco Fini: “Desta forte preoccupazione - ha dichiarato il presidente della Camera - che il Consiglio dei ministri non abbia accolto l'invito del capo dello Stato, ampiamente motivato sotto il profilo costituzionale e giuridico, ad evitare un contrasto formale in materia di decretazione d'urgenza”.
Mentre a prendere le distanze dal governo si è apprestato anche il professor Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale: “Hanno strumentalizzato le mie parole, disconosco nella maniera più assoluta qualunque mia partecipazione alla stesura del testo di un decreto legge che non ritengo nemmeno di commentare”.
E in italia lo sconcerto è unanime, tra sit-in di piazza e proteste sul web.
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